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SOMMACAMPAGNA: storia di un paese



La storia di Sommacampagna, dalle dominazioni all’Indipendenza: nel corso dei secoli si sono succeduti diversi governi stranieri, fino alle lotte risorgimentali per l’Unita d’Italia.

La storia di Sommacampagna, teatro delle lotte di liberazione del Risorgimento, è molto antica.
La datazione storica documentata di Sommacampagna risale al 38 a.C., quando fu eretto il tempietto a Leituria, una divinità locale, nel luogo dove ora sorge S. Andrea (XI sec.), nell'attuale cimitero.
Sommacampagna a quel tempo era un piccolo centro rurale abitato da pochi pastori e agricoltori, prossimo a due importanti vie di comunicazione, la Gallica e la Postumia.
Un problema vitale era l'acqua, a causa del suolo morenico. Il quadro non deve aver subito sostanziali mutamenti nell'arco di tempo che lo divideva dal Medioevo.
Si ritorna a parlare di Sommacampagna in una pergamena del 1035, dove viene citata anche la pieve di S. Andrea, che doveva esercitare un certo richiamo su tutta l'area della campagna veronese e anche sulla parte centro-meridionale dell'area morenica-gardesana.
Nel XII secolo la campagna era un gran "pascolo cespugliato" inframmezzato qua e là da boscaglie di querce che sostenevano l'allevamento suino, di carpini, faggi e cerri. La fauna era costituita da cervi, cinghiali, lupi e uccelli.
In quel tempo il nucleo abitativo si sviluppava attorno alla pieve.
Nel XIV secolo la zona veniva valutata assai più povera di tutti i territori limitrofi, compresa Custoza, che faceva "villa" a sé.
Fra il 1405 e il 1797 Sommacampagna passò sotto la bandiera di San Marco, che sostituì l'effigie Scaligera. Già a quel tempo la popolazione era indifferente ai domini che si alternavano, l'esperienza aveva dimostrato che la bontà dei raccolti dipendeva dalla forza di chi coltivava la terra e da Giove Pluvio e non certo dall'autorità politica.
Custoza, anche nel periodo Veneziano, mantenne la sua autonomia territoriale e giurisdizionale.
Nel 1530 le anime viventi nei due centri furono stimate complessivamente in 600 unità; quasi altrettante vivevano in Caselle o sparse nelle campagne o nei boschi.
Poco prima dell'epidemia del 1630 a Sommacampagna risultavano residenti 1450 persone delle quali 704 nel capoluogo comunale.
In quel tempo il 70% delle colture era arborato, con preponderanza di vite e gelso, tutte colture adatte a terreni poveri di azoto come quelli morenici. Le risorse economiche bastavano a garantire la stretta sopravvivenza.
La peste del 1630 trovò quindi un terreno fertilissimo, tant'è che a Sommacampagna solo 240 persone sopravvissero al virus, mentre Custoza già dal 1613 era completamente deserta.
Dopo un disastro demografico di solito la natalità esplode, infatti, nell'arco di una generazione, si ritornò al livello demografico ante-peste.
Poche potenti famiglie, oltre ai nobili, detenevano la fetta più considerevole della terra, tenuta per lo più a prato o ad arativo (foraggio, grano, miglio, uva e gelso) e condotta ad affitto.
Nel corso del XVIII secolo, sull'onda della moda veneziana e grazie agli ingenti patrimoni, molte di queste potenti famiglie iniziarono la costruzione di ville signorili, spesso ampliando edifici preesistenti attorno ai quali cresceva una vegetazione lussureggiante. La cultura veneziana ha lasciato i tratti più incisivi nella realtà odierna, come testimoniano le moltissime ville situate nel territorio.
All'epoca della caduta del Leone di S. Marco (1795), Custoza rimaneva entità autonoma.
Nel XIX secolo la superficie territoriale e amministrativa cambiò quattro volte.
I francesi subentrarono ai veneziani nel 1801; nel 1805, applicata la riforma territoriale, Sommacampagna si ritrovò assegnata al cantone di Villafranca, mentre Custoza divenne in quel momento parte integrante del futuro comune.
L'aquila Asburgica succedette al rappresentante di Bonaparte nel 1814, rimodificando l'assetto territoriale: Sommacampagna mantenne Custoza, dipendendo però da Villafranca.
Di quel periodo è la ferrovia Milano-Venezia, ma la stazione a Sommacampagna fu costruita solo nel 1854.
Fu nell'aprile del 1848 e nel giugno del 1866 che si registrò il maggior numero di stranieri con l'arrivo degli eserciti dei Savoia e degli Asburgo. Agli eventi della prima e della terza Guerra d'Indipendenza Sommacampagna partecipò come teatro di scontri con sofferenze e saccheggi. Annessa al Regno d'Italia, accettò la nuova connotazione politica, pur con la dolente consapevolezza che nessun governo avrebbe reso la vita migliore.

da "L'Arena" di mercoledì 07/02/2007


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